Premessa
L’art. 1, c. 909 L. 205/2017 ha modificato l’art. 1 D. Lgs. 127/2015, introducendo l’obbligo di emissione e ricezione delle fatture elettroniche riferite alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia, nonché l’obbligo di trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.
Il processo di emissione e ricezione delle fatture elettroniche deve essere effettuato utilizzando il formato (XML) e il Sistema di Interscambio – già in uso dal 2014 per la trasmissione delle fatture elettroniche alle Pubbliche Amministrazioni – seguendo le regole tecniche stabilite dal provv. Ag. Entrate 30.04.2018 e per le fatture elettroniche da inviare alle Pubbliche Amministrazioni restano valide le regole tecniche previste dal D.M. 55/2013.
Rispetto a tali regole, per il processo di fatturazione elettronica tra soggetti privati residenti stabiliti o identificati nel territorio dello Stato, sono introdotte alcune semplificazioni nel processo di recapito delle fatture e l’eliminazione delle cc.dd. “notifiche d’esito committente” (notifica di rifiuto ovvero di accettazione della fattura).

Definizione
La fattura elettronica è un documento informatico, in formato strutturato, trasmesso per via telematica al Sistema di Interscambio (SdI), e da questo recapitato al soggetto ricevente.
La trasmissione telematica al SdI può riferirsi ad una fattura singola ovvero ad un lotto di fatture.

Contenuto
La fattura elettronica contiene obbligatoriamente le informazioni stabilite dall’art. 21 D.P.R. 633/1972 ovvero, nel caso di fattura semplificata, quelle stabilite dall’art. 21-bis D.P.R. 633/1972, nonché le altre informazioni indicate nelle specifiche tecniche di cui allegato A del provv. Ag. Entrate 30.04.2018, n. 89757

Predisposizione
La fattura elettronica è un file in formato XML (eXtensible Markup Language), non contenente macroistruzioni o codici eseguibili tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati, conforme alle specifiche tecniche di cui all’allegato A del provv. Ag. Entrate 30.04.2018, n. 89757.
A integrazione delle informazioni obbligatorie, il file della fattura consente di inserire facoltativamente ulteriori dati utili alla gestione del ciclo attivo e passivo degli operatori.
Per la predisposizione del file della fattura l’Agenzia delle Entrate rende gratuitamente disponibili una procedura web, un’applicazione utilizzabile da dispositivi mobile (app) e un software da installare su PC.
Per la predisposizione del file della fattura da trasmettere al SdI con software privati sono utilizzate le specifiche tecniche di cui all’allegato A del Ag. Entrate 30.04.2018, n. 89757.

Pubblica Amministrazione
Per le fatture elettroniche emesse nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni restano valide le disposizioni e le regole tecniche di cui al D.M. 3.04.2013, n. 55.

Soggetti abilitati alla trasmissione
La fattura elettronica è trasmessa al SdI dal soggetto obbligato ad emetterla ai sensi dell’art. 21 del D.P.R. 633/1972 (cedente/prestatore).
La fattura elettronica può essere trasmessa, per conto del soggetto obbligato ad emetterla, da un intermediario.
Per la trasmissione devono essere soddisfatti i requisiti indispensabili all’identificazione del soggetto trasmittente, rispettati utilizzando una delle modalità di colloquio con il SdI.

Modalità di trasmissione
La trasmissione della fattura elettronica al SdI è effettuata con le seguenti modalità:

  • posta elettronica certificata (PEC);
  • servizi informatici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, quali la procedura web e l’app;
  • sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”;
  • sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP.

Tali modalità necessitano di un preventivo processo di “accreditamento” al SdI, per consentire di impostare le regole tecniche di colloquio tra l’infrastruttura informatica del soggetto trasmittente e il SdI. Al termine di tale procedura il SdI, su richiesta, associa al canale telematico attivato almeno un codice numerico di 7 cifre (codice destinatario).

Esito del file trasmesso
Per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti dal SdI è fornito riscontro.

Controlli sui file trasmesso
Il SdI, per ogni file della fattura elettronica o lotto di fatture elettroniche correttamente ricevuti, effettua successivi controlli del file stesso.
In caso di mancato superamento dei controlli viene recapitata – entro 5 giorni – una “ricevuta di scarto” del file al soggetto trasmittente sul medesimo canale con cui è stato inviato il file al SdI. La fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse.
Nel caso in cui il file della fattura sia firmato elettronicamente, il SdI effettua un controllo sulla validità del certificato di firma.
In caso di esito negativo del controllo, il file è scartato e viene inviata la ricevuta.
Anche in questo caso la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI si considerano non emesse.

Soggetti abilitati al recapito
La fattura elettronica è recapitata dal SdI al soggetto cessionario/committente. La fattura elettronica può essere recapitata dal SdI, per conto del cessionario/ committente, ad un intermediario.

Modalità di recapito
Il SdI recapita la fattura elettronica attraverso le seguenti modalità:

  1. sistema di posta elettronica certificata, “PEC”;
  2. sistema di cooperazione applicativa, su rete Internet, con servizio esposto tramite modello “web service”;
  3. sistema di trasmissione dati tra terminali remoti basato su protocollo FTP.

Tali modalità necessitano del preventivo processo di “accreditamento”.

Indirizzo telematico di recapito
Per il recapito della fattura elettronica l’Agenzia delle Entrate rende disponibile un servizio di registrazione “dell’indirizzo telematico” (vale a dire una PEC o un codice destinatario) prescelto per la ricezione dei file.
In caso di registrazione, le fatture elettroniche sono sempre recapitate “all’indirizzo telematico” registrato.
Nel caso in cui, per cause tecniche non imputabili al SdI, il recapito non fosse possibile (ad esempio, casella PEC piena o non attiva ovvero canale telematico non attivo), il SdI rende disponibile al cessionario/committente la fattura elettronica nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, comunicando tale informazione al soggetto trasmittente.
Il cedente/prestatore è tenuto tempestivamente a comunicare – per vie diverse dal SdI – al cessionario/committente che l’originale della fattura elettronica è a sua disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate. Tale comunicazione può essere effettuata anche mediante la consegna di una copia informatica o analogica della fattura elettronica.

Data di emissione della fattura elettronica via SdI
La data di emissione della fattura elettronica è la data riportata nel campo “Data” della sezione “DatiGenerali” del file della fattura elettronica, che rappresenta una delle informazioni obbligatorie. La fattura elettronica scartata dal SdI a seguito dei controlli si considera non emessa.

Data di ricezione della fattura elettronica via SdI
Nel caso di esito positivo dei controlli il SdI recapita la fattura elettronica al soggetto ricevente e in caso di esito positivo del recapito invia al soggetto trasmittente una “ricevuta di consegna” della fattura elettronica che contiene anche l’informazione della data di ricezione da parte del destinatario.
Nel caso di esito positivo del recapito della fattura elettronica, la data di ricezione è resa disponibile al destinatario.
Nel caso in cui, per cause tecniche non imputabili al SdI, il recapito al soggetto ricevente non fosse possibile, il SdI rende comunque disponibile al cessionario/committente la fattura elettronica nella sua area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, comunicando tale informazione, unitamente alla data di messa a disposizione del file, al soggetto trasmittente, affinché il cedente/ prestatore comunichi – per vie diverse dal SdI – al cessionario/committente che la fattura elettronica è a sua disposizione nella predetta area riservata.
Tali ricevute attestano che la fattura è emessa.
Nel caso di messa a disposizione in area riservata della fattura, ai fini fiscali la data di ricezione della fattura è rappresentata dalla data di presa visione della stessa sul sito web dell’Agenzia delle Entrate da parte del cessionario/committente. Il SdI comunica al cedente/prestatore l’avvenuta presa visione della fattura elettronica da parte del cessionario/committente.
Nel caso di messa a disposizione in area riservata della fattura al consumatore finale, ovvero a soggetto passivo rientrante nel regime di vantaggio, nel regime forfetario o un produttore agricolo, la data di ricezione coincide con la data di messa a disposizione.
Per ogni file elaborato il SdI calcola un codice alfanumerico che caratterizza univocamente il documento (hash), riportandolo all’interno delle ricevute.

Intermediari per la trasmissione e ricezione delle fatture elettroniche
Il cedente/prestatore può trasmettere al SdI le fatture elettroniche attraverso un intermediario.
Il cessionario/committente può ricevere dal SdI le fatture elettroniche attraverso un intermediario, comunicando al cedente/prestatore “l’indirizzo telematico” (codice destinatario o PEC) dell’intermediario stesso, o indicando tale indirizzo nel servizio di registrazione.
Gli intermediari possono essere anche soggetti diversi da quelli individuati dall’art. 3 D.P.R. 22.07.1998, n. 322.
Qualora il canale telematico di invio della fattura elettronica coincida con quello di ricezione, nei casi indicati nell’allegato A del provvedimento 30.04.2018, per la ricezione del file può essere utilizzato un “flusso semplificato” descritto nelle specifiche tecniche stesse.
La consultazione e l’acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici messi a disposizione nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate dei singoli operatori è consentita anche agli intermediari individuati dall’art. 3, c. 3 D.P.R. 322/1998 appositamente delegati dal cedente/prestatore o dal cessionario/ committente.
La delega può essere conferita e revocata dal cedente/prestatore o dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia delle Entrate o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate stessa.
L’intermediario delegato al predetto servizio è abilitato anche alla consultazione dei dati delle fatture transfrontaliere e dei dati rilevanti ai fini Iva relativi alle operazioni effettuate a partire dal 1.01.2017, trasmessi ai sensi della normativa vigente.
L’utilizzo del servizio di registrazione del canale e “dell’indirizzo telematico” prescelto per la ricezione dei file è consentito anche attraverso gli intermediari individuati dall’art. 3, c. 3 D.P.R. 322/1998, appositamente delegati dal cessionario/ committente.
La delega può essere conferita e revocata dal cessionario/committente direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia delle Entrate o presentando l’apposito modulo presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate stessa.

Note di variazione
Le regole tecniche sopra indicate sono valide anche per le note emesse in seguito alle variazioni di cui all’art. 26 D.P.R. 633/1972 (così dette note di credito o di debito).
Le richieste del cessionario/committente al cedente/prestatore di variazioni di cui all’art. 26 D.P.R. 633/1972, non sono gestite dal SdI.
Nel caso in cui il cedente/prestatore abbia effettuato la registrazione contabile della fattura elettronica per la quale ha ricevuto una “ricevuta di scarto” dal SdI, viene effettuata – se necessario – una variazione contabile valida ai soli fini interni senza la trasmissione di alcuna nota di variazione al SdI.

Autofattura
Per la regolarizzazione dell’operazione [art. 6, c. 8 lett. a) e b) D. Lgs. 471/1997] il cessionario/committente trasmette l’autofattura al SdI compilando, nel file fattura elettronica, il campo “TipoDocumento” con un codice convenzionale (specifiche tecniche del provv. Ag. Entrate 30.04.2018) e le sezioni anagrafiche del cedente/prestatore e del cessionario/committente rispettivamente con i dati del fornitore e i propri dati.
La trasmissione dell’autofattura al SdI sostituisce l’obbligo, di presentazione dell’autofattura in formato analogico all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente.

Conservazione delle fatture elettroniche
I cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente, ai sensi del D.M. Economia 17.06.2014, le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il SdI, utilizzando il servizio gratuito messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, conforme alle disposizioni del D.P.C.M. 3.12.2013.
Per usufruire di tale servizio di conservazione l’operatore aderisce preventivamente all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.
L’adesione al servizio di conservazione e il successivo utilizzo del servizio stesso sono consentiti attraverso intermediari, anche diversi da quelli individuati dall’art. 3 D.P.R. 322/1998, appositamente delegati dal cedente/prestatore o cessionario/committente.

Servizi di ausilio per il processo di fatturazione elettronica
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione degli operatori soggetti passivi Iva i seguenti servizi, per rendere il processo di fatturazione elettronica più semplice e automatico possibile:

  • un software installabile su PC per la predisposizione della fattura elettronica;
  • una procedura web e un’app per la predisposizione e trasmissione al SdI della fattura elettronica;
  • un servizio web di generazione di un codice a barre bidimensionale (QRCode), utile per l’acquisizione automatica delle informazioni anagrafiche Iva del cessionario/ committente e del relativo “indirizzo telematico”;
  • un servizio di registrazione mediante il quale il cessionario/committente, o per suo conto un intermediario, può indicare al SdI il canale e “l’indirizzo telematico” preferito per la ricezione dei file, tra quelli definiti. Nel caso in cui il cessionario/committente abbia utilizzato il servizio, il SdI recapiterà le fatture elettroniche e le note di variazione riferite a tale partita Iva attraverso il canale e all’indirizzo telematico registrati, indipendentemente dalle opzioni di compilazione del campo “CodiceDestinatario”;
  • un servizio di ricerca, consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche emesse e ricevute attraverso il SdI all’interno di un’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. I file delle fatture elettroniche correttamente trasmesse al SdI sono disponibili nella citata area riservata sino al 31 dicembre dell’anno successivo a quello di ricezione da parte del SdI;
  • servizi web informativi, di assistenza, di sperimentazione del processo di fatturazione elettronica.

I servizi web sono accessibili mediante SPID, credenziali Fisconline/Entratel, Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
L’app è accessibile mediante credenziali Fisconline/Entratel.
Trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere
Con riferimento alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, gli operatori Iva residenti trasmettono le seguenti informazioni secondo il tracciato e le regole di compilazione previste dalle specifiche tecniche allegate al provvedimento Agenzia delle Entrate 30.04.2018:

  • i dati identificativi del cedente/prestatore;
  • i dati identificativi del cessionario/committente;
  • la data del documento comprovante l’operazione;
  • la data di registrazione (per i soli documenti ricevuti e le relative note di variazione);
  • il numero del documento;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota Iva applicata e l’imposta ovvero, ove l’operazione non comporti l’annotazione dell’imposta nel documento, la tipologia dell’operazione.

La comunicazione è facoltativa per tutte le operazioni per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche.
Per le sole fatture emesse le comunicazioni possono essere eseguite trasmettendo al sistema dell’Agenzia delle Entrate l’intera fattura emessa, in un file e compilando solo il campo “CodiceDestinatario” con un codice convenzionale.
La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione.
Per data di ricezione si intende la data di registrazione dell’operazione ai fini della liquidazione dell’Iva.

Servizio di fatturazione elettronica
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